Gli artisti muoiono poveri… ma morire da ricchi non è reato

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Ho sempre avuto l’idea che gli artisti fossero automaticamente poveri, da ragazzo studiavo per lo più persone eccentriche, in un certo qual modo folli, che portavano si arte e progresso nel mondo, ma sacrificando completamente se stessi, per conoscere solo la fama postuma.

Non parlo ovviamente solo di fotografi, ma di artisti in ogni campo, da Van Gogh a Nikola Tesla. Picasso rappresentava per me, insieme a pochi altri, l’eccezione.

Questo articolo mi è stato ispirato anni fa, dopo aver visto il documentario “Alla ricerca di Vivian Maier” che ti consiglio assolutamente di vedere.

Fotografa per passione, è morta nel 2009 senza mai vendere nemmeno una delle sue fotografie. Il motivo? Semplicemente non era stata in grado di proporsi, nonostante non fosse quella che definiremmo una fotografa professionista, nel senso stretto del termine, è comunque considerata una pioniera della Street Photography.

Cerchiamo di dare un ordine logico a questo racconto.

Vivian non viveva di fotografia, era solo un’appassionata che di lavoro faceva la bambinaia. Non sappiamo praticamente nulla su di lei, se non il fatto che le sue fotografie, parliamo di centinaia di negativi, sono state trovate da un giovane John Maloof nel 2007, che cercava documentazione fotografica su Chicago, città di origine della Maier e soggetto della maggior parte delle sue foto.

Cosa ha fatto John? Ha usato internet come media per divulgare gli scatti trovati ed il grandissimo successo l’ha convinto a scavare sempre più a fondo, scoprendo l’autrice delle fotografie (purtroppo dopo la sua morte) e portando a galla un piccolo pezzo di storia, che sarebbe altrimenti andato perso.

Risultato?

Mostre fotografiche, pubblicazioni cartacee e mostre. Tutto dopo la morte dell’autrice ovviamente.

Ha ottenuto più successo lei da morta, che praticamente la totalità dei fotografi che avranno modo di leggere questo articolo. Certo, ovviamente dipende dalla definizione che attribuiamo alla parola “successo”.

La sua è sicuramente una storia interessante, triste ma secondo me educativa.

Un’epoca di occasioni da cogliere

Non siamo più nel 1920, il mondo è cambiato, comunicare e farsi notare non è mai stato così facile, viviamo in un’epoca ricca dove l’arte non solo ha un suo posto ben definito, ma può permettere alle persone di vivere con grandi soddisfazioni. Non si è mai vista un’epoca con così tanti artisti di successo e con le tasche piene.

Possiamo vedere Banksy, artista inglese dall’immensa notorietà, o fotografi come Oliviero Toscani, che può piacere o meno ma non si può dire che non abbia un posto di rilevanza fra i fotografi più importanti (e pagati) a livello mondiale.

Se non ora, quando?

non c’è mai stato un momento migliore di questo per proporsi, certo ci sono stati diversi terremoti tecnologici, grandissimi marchi come Kodak si sono trovati ad un passo dalla bancarotta, ma questo è solo il risultato di un’evoluzione che sta investendo tutti, in grado di far vacillare anche i più grandi giganti se impreparati al cambiamento.

E tu sei pronto? Ha iniziato ad investire nel digitale? Nel formarti su come utilizzare al meglio le nuove tecnologie?

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Roberto Tarzia

Roberto Tarzia

Creatore di FotoImprenditore e del blog robertotarzia.com. Nato fotografo, cresciuto informatico, inizio a pensare che morirò sul web?! Aiuto fotografi e professionisti dell'immagine a sviluppare il loro business online.